Archive for the 'Chiara' Category

déc 08 2011

Calendario Bisso 2012

Published by Roberto under Chiara

Disponibile per il download il nuovo Calendario del Bisso 2012

calbisso2012

Scarica il calendario

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oct 02 2011

Discorso finale Festival Mauritano 2011

Published by Roberto under Chiara, Events

Chiara Vigo – Discorso finale al Festival Mauritano 2011 from Roberto Rossi on Vimeo.

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jun 22 2011

La Signora del Bisso conquista Palazzo Pitti

Published by Roberto under Chiara, Events

Servizio sulla partecipazione di Chiara Vigo alla manifestazione Pitti Uomo

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Guarda il Video

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jun 12 2011

Images of Chiara Vigo

Published by Roberto under Chiara

ssfotorossi

Sono disponibili in alta risoluzione le immagini del Museo del Bisso di Chiara Vigo e della sua lavorazione

http://www.fotorossi.com/2011/12/il-museo-del-bisso-di-chiara-vigo/

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jun 12 2011

Bisso

Published by Roberto under Chiara, Documentari

Documentario girato dalla televisione svizzera SF

	

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mai 25 2011

Colorazione del Bisso con il Porpora

Published by Roberto under Chiara, tinture naturali

Foto: Roberto Rossi

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mai 14 2011

La Maestria del Bisso

Published by Arianna under Chiara

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Il bisso è la seta prodotta dalla Pinna nobilis, che fin dall’antichità veniva donata ai Re e alle personalità di ogni epoca, ma mai venduta. E’ un tesoro unico al mondo che ancora Vive e si è Conservato nella magica Isola di Sant’Antioco, grazie a su Maist’e Pannu (Maestro di Tessuto) Chiara Vigo.
Pensate al famoso Vello d’oro, alle vesti del re Salomone e della regina Ecuba, ai bracciali di Nefertari e al copricapo di Keope: questi sono solo alcuni dei manufatti realizzati con il prezioso bisso. Una seta che al buio è scura, bruna, ma alla luce si trasforma in oro.
Per questo motivo, spiritualmente, è collegata all’Anima della Donna, che a volte può sembrare spenta, oscura, morta… ma lo è solo in apparenza, in realtà sta aspettando il raggio di Sole che la farà brillare e splendere di Vita.

La lavorazione della seta del mare nasce più di 10 mila anni fa presso il popolo Caldeo, in Mesopotamia, dove le Donne Acqua ne conservano e tramandano i formulari segreti; sono le custodi di profondi saperi arcaici che difendono a costo della loro vita.
Sul loro conto si sa poco, essendo quella del bisso una tradizione strettamente orale.

Una delle testimonianze si può trovare nelle scritture bibliche che ne documentano l’esistenza e citano sia il bisso che i suoi Maestri, le Donne Acqua; qui troviamo traccia anche del giuramento che i Maestri fanno all’Acqua, quando scelgono liberamente di sacrificare la loro vita e vivere per tessere e pregare per il mondo.

Le Donne Acqua arrivano in Sardegna, nell’Isola di Sant’Antioco, con la principessa Berenice. L’amata di Tito non è ben vista dai romani, essendo di stirpe ebraica, perciò giunta a Roma, dopo l’ascesa dell’Imperatore fa ritorno alla sua patria. Ma nemmeno la sua terra madre la vuole più, grande è stato il sacrilegio di amare un romano.
Viene perciò esiliata nell’antica Solky, l’attuale Sant’Antioco e qui insegna l’Arte del Bisso alle Donne del luogo. Rimane nell’Isola fino alla sua morte, come documentato dai ritrovamenti archeologici.
Così il prezioso Bisso giunge fino a noi, grazie alle ave dell’attuale Maestro, che lo hanno conservato adempiendo al Giuramento.
Nella sua famiglia questa sapienza si tramanda da trenta generazioni: donna dopo donna, filo dopo filo, il messaggio dell’acqua è arrivato fino a noi.
Un messaggio che non ha colore, forma, lingua, legami, confini e che non conosce il denaro ma si muove libero come il Mare, che ce lo dona.
Questo recita il Giuramento che i Maestri fanno all’Acqua:
“Ponente, Levante, Maestro e Grecale
Prendi la mia Anima e gettala nel fondale
Sia la mia Vita per Essere, Pregare e Tessere
Per ogni Gente che da me va e da me viene in Terra di Canai
Senza Terra, senza Nome, senza Confini, senza Colore e senza Denaro,
In nome del Leone dell’Anima mia e dello Spirito Eterno
Così Sarà”.

Quando un Maestro capisce che è il momento di Andare, cede il passo a chi Le succederà, come in un ciclo senza fine, per tenere in vita qualcosa che non Le appartiene. Ella è consapevole di essere solo lo strumento che fa vivere l’Arte. Perciò quest’ultima potrà vivere solo se Lei giurerà di non vendere  il bisso e di tenere la sua porta sempre aperta per tutti. Di Amare gli altri come sono e non come li vorrebbe. In caso contrario il Bisso torna all’Acqua e i suoi formulari segreti non vengono tramandati dal Maestro che sta per compiere il balzo verso il Mare Eterno.

Ognuno di noi ha il diritto di trovare ciò che gli appartiene, così un Maestro conserva l’Arte per chi verrà, senza modificare nulla di ciò che è stato e dovrà essere, mantenendo l’Equilibrio fra Mare e Terra.
Ogni donna che entra nel Museo del Bisso porta via il suo filo, bandolo perduto della matassa dell’Anima che se vorrà potrà dipanare. Simbolo dell’inizio della ricerca di ciò che si possiede dentro sè, ma non si riesce a trovare perchè sepolto e nascosto tra le cose del mondo, che spesso vengono rincorse con troppo affanno.
La donna lo deve conservare, potrà usarlo per sè e se deciderà di sposarsi, riportarlo dal Maestro, che in quel filo riconoscerà la promessa fatta anche da Chi Era prima di Lei e tesserà il cuscino di nozze, su Pann’e Coiai, che resterà nella casa della sposa.
Verrà poi ceduto ad una figlia che lei dovrà scegliere, che viva tra le mura di casa sua o meno, quando a sua volta si sposerà con il rito previsto dalla propria spiritualità: il bisso è un bene di tutti e non conosce vincoli materiali, ancor meno spirituali.

Una donna che abbia deciso di non sposarsi potrà altresì chiedere al Maestro di Tessere per lei, poichè ognuna ha il pieno diritto di vivere liberamente secondo il proprio sentire.

Così il Bisso viaggia e così il suo messaggio passa di donna in donna, tenendo viva la fiamma delle antiche leggi matriarcali, che tuttora persistono in Terra di Sardegna.
Vive esattamente come 10 mila anni fa, con i suoi tempi, i suoi ritmi e le sue leggi antiche, che nonostante il frenetico vivere di oggi continuano ad esistere.

Un Maestro non è un artigiano, che modifica la sua Arte per assecondare le richieste del mercato, non muove il telaio ma sa Tessere: relazioni, emozioni, amore e buon vivere. Tesse l’arazzo dell’Anima che nessuno mai potrà distruggere.
Ti dà tutto, senza darti niente, perchè quello che tu prendi era già Tuo. Se la fiamma di un’Arte giace sopita nel tuo profondo, la nutre e la riporta alla Vita.

Sull’argomento ci sarebbe tanto da dire, ma essendo questa una tradizione orale il prezioso dono di un Maestro deve avvenire occhi negli occhi, perchè ogni persona è diversa.
Questo è il Pregare e il Tessere di un Maestro, è darsi completamente, senza confine.
Il gesto, lo sguardo e la voce, non possono essere equiparati ad alcuna parola che venga scritta. La parola è parola quando risuona dentro l’Anima e la voce è il suo tramite. In sua assenza perde quasi totalmente il suo significato; voce, occhi, gesti e sentire si uniscono e si intersecano come fili in un telaio per dar vita a ciò che rimane nel profondo.
Qualcosa che non ha Nome, ma la sua forza è grande proprio perchè non si può classificare, etichettare.
Soprattutto non ha un prezzo, per questo il Bisso non si vende.
Al di là del suo valore economico che di per sè sarebbe proibitivo, venderlo significherebbe mercificare l’ultimo stralcio della forza primordiale dell’Acqua, della Donna, che sia giunto fino a noi vivo e integro.

Testo e foto di: Arianna Pintus

È vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso dell’autore.

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mar 09 2011

Nuovi disegni della Scuola di Stabio

Published by Roberto under Chiara

On-line i nuovi disegni degli alunni della scuola elementare di Stabio

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fév 24 2011

Dessins des élèves de l’école primaire Stabio

Published by Roberto under Chiara

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Stabio

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nov 23 2010

La musica del bisso

Published by Arianna under Chiara, Events

musica-del-bisso

Antonio Luiu presenta un liuto monocordo, con corda in bisso, confezionato in un esemplare unico dal liutaio Fabio Ragghianti. A cura di Chiara Vigo, unico maestro ancora in vita, seguirà l’illustrazione delle fasi di preparazione della particolare corda in fibra naturale, utilizzata fin dal periodo fenicio. L’evento si concluderà con un’esibizione musicale per liuto monocordo e un concerto per strumenti a corda.

Per visionare la descrizione dell’evento accedere ai seguenti link:

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