jun 16 2009

Chiara

Pubblicato da Roberto

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Una Storia comincia…Un maestro, Un’arte, una vita..

Se nasci in una fredda serata di febbraio nell’isola di Sant’Antioco a Sud-Ovest della Sardegna, quando tutti non ti aspettano puoi pensare che tutto era già scritto….

Io Chiara Vigo nasco la sera del 1 febbraio dell’anno 1955, nel piccolo ridente paesino di Calasetta a 9 km dal paese di Sant’Antioco e nessuno mi aspetta, nemmeno mia madre, che aveva previsto nascessi 3 mesi più tardi. La sera non era adatta, faceva un gran freddo per il gran vento di tramontana che tirava gelido e il temporale e il vento cantavano la loro antica canzone. Mio padre era stato costretto a prendere il suo cavallo e a raggiungere il vicino paese di Sant’Antioco per cercare un’ostetrica collega di mamma.. e così, fragile come un piccolo fiore,venivo alla luce .

Mi viene messo il nome Chiara.
La nostra casa, che si trovava vicino al porto del piccolo e ridente paese di Calasetta, era composta di Una Camera, una sala e la cucina con pochi mobili e suppellettili di antico sapore… a me pareva grande e sicuramente vi regnava un energia che riempiva la mia anima sognatrice. Nel cortile adiacente c’era la stalla dove Babbo teneva il calesse e il Cavallo, che utilizzava tutte le mattine all’alba per recarsi nel nostro podere a Sisineddu, dove esercitava l’Antico lavoro di contadino del quale andava fiero. Ho pochissimi ricordi legati a mio padre, vista la sua brevissima vita. Ricordo la sua figura alta, che la sera al rientro dal lavoro dopo aver sistemato calesse e cavallo entra in casa, saluta mamma e dopo racconta seduto con noi in braccio, la storia dell’albero magico, che a Sisineddu  produce caramelle che stranamente tutte le sere sono due, una per me e una per mio fratello Savio. Mia mamma oltre a occuparsi di tutti noi sei figli fra maschi e femmine, svolge la professione di Ostetrica. Dietro casa nostra vivono i miei nonni Paterni, che sono molto vecchi. Nel loro cortile, attorno al pozzo dell’acqua, stanno le latte di recupero dove non mancano le erbe aromatiche, che servono a cucinare: nel ricordo, il loro profumo accompagna quello del sugo e polpette della domenica di nonna Doloretta.

Della casa di campagna posso ricordare la roccia a forma di cavallo sulla quale ho cavalcato con principi e ho sognato di partire, per paesi e palazzi di principi e Re.

Una vita difficile forse se paragonata alla vita dei giovani di oggi ma indubbiamente ricca di odori, sapori, giochi indimenticabili, anche se per un periodo breve.

Ho vissuto in famiglia , circondata dall’affetto dei miei bisnonni e nonni materni, vezzeggiata e amata da tutti. Mia Nonna materna in modo speciale da subito, prepara per me abiti speciali e non c’è compleanno in cui Lei non sia venuta da noi con la torta per me, questo non piaceva molto a mio padre che sosteneva che questi gesti mi avrebbero montato la testa. Mio bisnonno Raffaele Mereu È un grande maestro di Sartoria e dalla sua scuola nascono diverse Sartorie per uomo, che per circa un cinquantennio operano nell’Isola di Sant’Antioco; l’Arte del taglio e cucito vive nelle sue mani e nei suoi gesti e io spesso godo di questi, mi piace e mi affascina vederlo vecchissimo rifarsi le asole del gilè che indossa sotto la giacca. La sua voce eccheggia nella sala di mezzo della vecchia casa, mentre davanti al grande specchio si rifà i baffi , che porta con fierezza. È particolarmente elegante e traspare nel suo muoversi con eleganza, l’appartenenza a una famiglia di alto lignaggio. Dalla sua bella grafia si capisce che le sue abitudini sono state dettate da un mondo ricco di cultura e di Arte. Mia Bisnonna Marongiu Cristina nonostante le sue origini meno Importanti È una donna molto bella e molto riservata. Ricama con amore su tele sottili, corredi che forse mai nessuno userà. Oculata nelle spese vanta in famiglia il Titolo di manager. È vivo in me , il ricordo del suo camminare per casa col mazzo delle chiavi delle credenze appeso alla sottana e il suo autoritario modo di annunciare la buona notte a noi piccoli della casa, dopo averci fatto assistere alla cerimonia del caricamento del Pendolo, che ancora oggi segna il tempo della mia vita.

primo-piano-nonna Mia Nonna Mereu Maria Maddalena Rosina È un Maestro di tessuti antichi (bisogna tenere conto del fatto che nella famiglia Mereu da sempre si tesse e si tinge e si confezionano abiti, corredi e costumi), nella sua stanza da lavoro tante giovani si fermano e si raccontano e vivono in un grande gioco di incontri e di scambi artistici, politici e umani, dove la dimensione della sua maestria si respira e io anche se piccola, amo passare gran parte del mio tempo.
Mia Nonna traccerà nel mio cuore, il sentimento dell’amore per l’Arte del tessuto e della Maestria. Mi ama tantissimo e ha per me Mille grandi attenzioni, tra di noi senza parole, esiste un’intesa che ha dell’incredibile, ci capiamo senza bisogno di dirci nulla perchè le affinità che ci accomunano sono infinite. Nonna Leonilde, così tutti la chiamiamo, È una donna dalle doti eccezionali e dalle capacità carismatiche eccellenti, mi insegna tutto quello che serve perchè io diventi un buon Maestro di Bisso e di tessitura per museo. Suo fratello Mons. Mereu Teofilo Dario, Vive con tutti Noi. Il suo studio È il regno dove mi piace stare, pieno di libri antichi e di testi biblici, dove amo scrivere e leggere assieme a Nonno Raffaele, che, seduto nella sua poltrona di velluto rosso, legge il giornale. Zio Dario, sostituirà la figura di mio padre quando verrà a mancare e sarà il mio appoggio spirituale e materiale. Fra di noi due c’è un’intesa eccezionale, Lui è dentro il mio cuore e assieme a mia Nonna È la persona più importante della mia vita. Mi aiuterà nei momenti bui del mio vivere e mi sorreggerà durante le forti prove della mia esistenza. Con mio Nonno Luigi, marito di mia Nonna Leonilde, Maestro di Stucchi e di restauri in Pietra, ho un rapporto normale. Mi piace andare con lui nel giardino di famiglia a cogliere la frutta, gli alberi mi raccontano la loro storia e penso a quante genti prima di noi, in quel luogo hanno sperato e giocato. Spesso, con me ama cantare, ma il suo carattere nervoso e riservato non gli permette di essere comunicativo e mi dispiace, perchè, quando è sereno disegna in maniera eccellente e sicuramente molti segreti della sua Arte li ha portati via con sè. Tra Lui e mia nonna non c’è mai stata una grande storia, diciamo che, essendosi sposati giovanissimi, l’intesa fra i due non è durata molto, anche se con me sia l’uno che l’altra hanno giocato ad avermi in esclusiva. Sinceramente Io ho preferito non approfondire in dettaglio la loro storia, cercando di amarli così semplicemente e la cosa ha avuto ottimi risultati.
Mio Padre Vigo Luciano, muore nel 1963. Il ricordo che ho di Lui È molto vago, forse perchè tra di noi non c’era un grande rapporto: Papà faceva il contadino in un piccolo podere di sua proprietà e aveva riposto le sue speranze su mio fratello Savio, perchè sperava un giorno di lasciare all’uomo di casa l’eredità. Questi argomenti materiali già da allora mi lasciavano indifferente e inconsciamente mi rifugiavo nei miei pensieri fantastici, tanto da essere da sempre considerata in famiglia un po’ svampita.

Mia Madre Piras Seconda, ha avuto una vita difficile e faticosa. Forse per questo il suo carattere era troppo rigido, dovuto al fatto di dover allevare 6 figli da sola e allo stesso tempo di doversi occupare della sua professione di ostetrica perchè a noi fosse garantito tutto ciò di cui possono avere bisogno sei bambini; come preoccuparsi che una governante si potesse occupare a tempo pieno di noi, e così spesso già da allora il mio rifugio per il mio grande bisogno di affetto e coccole era mia nonna Leonilde. Mio Padre Muore nel 26 febbraio del 1963 e lascia mia madre vedova a soli 30 anni con sei figli da badare.

Mamma viene Mandata nel piccolo paese di Sardara, trasferita per lavoro A Ortacesus, un piccolo paesetto vicino a Cagliari e porta con sè solo il bambino più piccolo, Giuseppe. Noi restiamo a Sant’Antioco affidati alle cure di mia nonna Leonilde e mio nonno Luigi.

Mentre con mia nonna corre sempre un buon rapporto, con mio nonno la vita non È facile; È un uomo molto rigido e autoritario, pretende da noi che si lavori in giardino, che si vada a vendemmiare, tutte faccende che eseguo quasi automaticamente ma che non fanno parte del mio essere. Allora nella nostra realtà era normale che i bambini eseguissero lavori che facevano parte del vivere della famiglia. Ma spesso nonno fà delle sfuriate e così quando mamma viene trasferita a Sardara anche noi andiamo a vivere con lei assieme a Cesarina, la nostra governante. Non amo parlare di questo periodo della mia vita, non È stato per me felice, escluso qualche raro episodio, e preferisco evitare l’argomento.
Vivo a Sardara con mia Madre e i miei fratelli ma appena si presenta l’occasione e mia nonna viene a trovarci  per farci sapere che seguirà Zio Dario, che è stato inviato a fare il parroco a San Giovanni Suergiu; io esprimo il desiderio di andare a vivere con Lei in Casa parrocchiale col fratello Dario, Mio Bisnonno, mia Bisnonna e mio nonno e vado a vivere con loro.

Gli anni corrono felici, e passo il mio tempo a seguire le orme artistiche di mia Nonna.

Nella sua stanza bottega il tempo non È mai troppo, le persone che passano a trovarla hanno tutte una storia da raccontare, così che il fascino del tessuto del vivere prende corpo nella mia anima e imparo avvolta dal fascino del patrimonio gestuale che la avvolge le leggi della Maestria i suoi formulari e i suoi segreti le sue storie antiche che spesso mi portano a chiedere a zio di potermi fermare con Lui a conoscere le lingue antiche. La mia vita scorre serena passano gli anni  e con Lei insegno Tessitura in vari paesi del Sulcis. Mi piace questo suo mondo e capisco che quel patrimonio và salvato e protetto, accetto quindi di affinare le mie conoscenze in campo di Biologia marina e accetto di lavorare in un impianto di acquacoltura per studiare meglio e più da vicino la pinna nobilis setacea. Zio nel frattempo decide di lasciare la Parrocchia e si torna a Sant’Antioco nella vecchia casa di famiglia, e dopo un po’ di tempo Io conosco Mario Spanu mi innamoro della sua natura cheta e schiva, del suo comprendere il mio animo artistico e la mia anima che nasconde segreti profondi: Lui capisce, mi ama e Io sono felice! Lega la sua vita alla mia, la sua anima alla mia e il 21 agosto del 1983 ci sposiamo nella vecchia cara Basilica dove Zio celebra il nostro Matrimonio silenzioso e privato, circondati dall’amore di fratelli e sorelle e genitori andiamo a vivere nella casa in viale Trieste dove il nostro amore viene presto allietato dalla nascita di Marianna che nasce nel 1984 e porta la sua luce e il suo sorriso con grande felicità di tutti.

Maddalena nasce nel 1985 e la casa si riempie di allegre risate, giochi sparsi, e mia nonna e mio zio accompagnano la nostra serena vita e noi la loro serena vecchiaia. Mia nonna dirige il centro Pilota I.S.O.L.A che nasce con lo scopo di divulgare la tessitura, Forma una cooperativa di giovani donne, ma io mi rendo subito conto che non trasferisce nulla o quasi del patrimonio a me trasmesso.

Io proseguo gli studi a mare e quando sono pronta Lei Intuisce che È arrivato il mio tempo e mi trasferisce col Giuramento dell’acqua i formulari che permettono le estrazioni di colore dalle piante e la lavorazione della fibra di Bisso.

Zio Dario si ammala e muore lasciando un vuoto ancora oggi nel mio cuore.

Mi dedico interamente a mia nonna , lasciamo la casa coniugale e ci trasferiamo a casa sua.

Io insegno tessitura per i vari enti regionali e assumo nel 1987 la presidenza di una cooperativa Tessile ma capisco che il patrimonio che ho in mano deve essere salvaguardato per le genti a venire e non può essere affidato a giovani che cercano lavoro ma ha bisogno di intere esistenze, capaci di mantenerlo intatto e scevro da attacchi commerciali e come prima di me mia nonna decido di ritirarmi a vita da Maestro e lascio la cooperativa. Nel 1987 assieme a mia nonna, accettiamo il primo invito della Rai a pubblicare l’Argomento Bisso, e Io in quell’occasione parlo della mia volontà di fare uno studio del fondale dell’isola per evitare la pesca dell’animale.

Esiste in archivio Rai Il documento intitolato la lavorazione del Bisso sotto la Regia di Gigi Ceresa.
Chiara Vigo

21 commenti

21 Responses to “Chiara”

  1. Gavinaon 22 nov 2009 at %H:%M 10Sun, 22 Nov 2009 22:49:52 +010052.

    Zurigo, 22 Novembre 2009

    Gentile Chiara

    Ho sentito parlare di lei e del bisso, oggi alla radio svizzera, e ho fatto subito delle ricerche su internet, ed ho trovato questa pagina.
    Io, nata a Sassari, vivo oramai in Svizzera dal 1963, e tante storie, abitudini e usanze non si conscono più. Sopratutto se le nonne e le mamme non ci sono più, a raccontarci quello che sapevano. E per questo mi ha fatto ancora più piacere sentire la Sua storia, sentire il rispetto che ha per la natura, il mare e secondo me il rispetto che si dovvrebbe avere.

    Mi ha toccato sentirla parlare, mi ha toccato la preghiera per il mare.

    Grazie.
    Gavina

  2. Mereu Maria Maddalenaon 27 mar 2010 at %H:%M 02Sat, 27 Mar 2010 14:51:42 +010042.

    Ciao Chiara…
    interessantissima la storia della tua famiglia… Mi ha colpita molto… Come mi ha colpita l’omonima e l’attività artistica e manuale che ho comune con tua nonna e la tua famiglia. Io vivo a Guasila, un paese di circa 3200 abitanti, praticamente attaccato a Ortacesus!!!
    Chissà se fra noi esiste qualche rapporto di parentela…

  3. Valeria Chiarion Silenion 05 abr 2010 at %H:%M 07Mon, 05 Apr 2010 19:29:28 +020028.

    Cara Chiara,
    mi permetto di trattati come sorella maggiore. Non sono sarda, ma la prima volta che sono capitata in Sardegna è stato proprio nell’isola di S.Antioco, era il 1988, poco tempo dopo con un amico di Cagliari, che si interessava di moda (non ti scandalizzare) parliamo proprio del bisso e pensiamo che sarebbe stato bello riprendere questa produzione. Non sapevamo della tua esistenza, ma eri già nei nostri cuori, almeno nel mio senza conoscerti. Le vicissitudini della vita mi hanno portato concretamente lontano da questo pensiero, che riemergeva nei miei pensieri ogni tanto, come cosa sognata e mai realizzata, ma ti assicuro che riemergeva ciclicamente. Vengo a sapere, non mi ricordo la fonte, tanto tempo fa che una donna stava mandando avanti questo progetto ed ero contenta, perchè penso tra me e me, che bene che è pensare a certe cose poi di fatto c’è qualcuno che le fa. Oggi realizzo parte di un sogno, attraverso questo “magico” strumento che è internet e su facebook vengo a conoscere la tua figura. Non sai quale sia stata la gioia del mio cuore. Mi sembra di conoscerti da sempre e un giorno mi piacerebbe farlo di persona. Per ora ti auguro ogni bene e ti ringrazio.

  4. edoradoon 11 may 2010 at %H:%M 09Tue, 11 May 2010 21:45:47 +020047.

    compliment a chiara vigo

  5. Francescaon 25 may 2010 at %H:%M 07Tue, 25 May 2010 19:07:14 +020014.

    Salve, mi chiamo Francesca sono una studentessa di Design della Moda al Politecnico di Milano.
    Vivo a Milano da 3 anni ormai per motivi di studio ma sono di Cortoghiana, fraz.di Carbonia.

    Stavo facendo per l’ università una monografia sul ricamo, tradizioni e arti in Sardegna.

    Sono venuta a sapere dell’ esistenza del Bisso e di questo mondo magico per puro caso grazie a mia madre che ha visitato i musei aperti a Sant’ Antioco qualche giorno fa.

    Mi sembra allucinante e vergognoso non conoscere le proprie tradizioni e cose così speciali, che rendono la Sardegna unica nel mondo, vivendo neanche a un quarto d’ ora di distanza.

    Ho visto l’ intervista, e sono assolutamente d’ accordo con tutto, bisogna custodire questi saperi e farli conoscere.. prima di tutto a noi stessi sardi.

    E’ stata illuminante. Mi piacerebbe incontrarla

    Distinti Saluti

  6. franca catellanion 31 may 2010 at %H:%M 12Mon, 31 May 2010 12:24:39 +020039.

    Sento il bisogno di comunicartelo , ieri sono andata al Museo civico di Modena ,io sono di Modena , e nella sala della conservazione dei tessuti ,c’è una vetrina di racolta dei pizzi di tutte le epoche , sinceramente ho tante arti che mi appartengono ,scultura ,pittura fotografia cucito , ma quella del ricamo no , forse perchè sono impaziente di carattere , ho sempre pensato che un lavoro lungo che mi tiene ferma sulla sedia non fa per me, comuinque per farla breve fotografo questa vetrina con due signore che stanno guardando appunto i pizzi , e una mi dice vede sig. questo è il Bisso , e mi dice ancora < Ma lo sa cosa è Il Bisso?< e io da ignorante della materia rispondo no -cosi' mi spiega cosa è il Bisso il filato piu' pregiato che la natura dona , che era il filato che usavano anche al tempo di Fenici- Egiaziani per ornare le vesti – insomma mi ha aperto un mondo che non conoscevo , cosi' una volta a casa ho aperto internet (benedetto internet che ti permette di informarti facilmente ) ho aperto il tuo sito ,ho letto la tua storia , ma sopratutto l'amore che ti viene dal profondo per la tua terra , il rispetto che hai delle tradizioni – e grandioso questo rapporto di un amore straordinario della tua nonna , "nella frase <mia nonna mi ha avvicinato al bisso con il gioco , questa straordinaria donna ha fatto di te una straordinaria persona , non ho mai visto la Sardegna se un giorno avessi questa fortuna
    ti verrei atrovare con molto piacere e conoscerti di persona ciao Franca

  7. Chihiroon 03 jun 2010 at %H:%M 04Thu, 03 Jun 2010 16:39:43 +020043.

    La differenza tra uno scrittore e un cantore è che il primo, anche quando si esprime dal profondo, cerca le storie. Dentro o fuori di sé non importa. Le cerca. Un cantore, invece, le possiede già. Uno scrittore scrive per piacere o vanità ma può scrivere, è vero, anche perché sente il dovere di comunicare agli altri testimonianze, ideali o insegnamenti. Un cantore non sceglie di raccontare. Un cantore DEVE raccontare perché è la memoria di sé e degli altri. Non può non farlo. Di solito i cantori non scrivono ed infatti Chiara racconta molto a voce. Ma anche qui, testo allo schermo, il prodigio si compie: abbiamo solo l’impressione di leggere. In realtà stiamo ascoltando.

  8. aurelio caroloon 07 jul 2010 at %H:%M 03Wed, 07 Jul 2010 15:20:46 +020046.

    Cara Chiara.
    Sono passate due settimane soltanto da quando abbiamo avuto la fortuna, e forse la saggezza, di entrare ne tuo ed in un certo senso “nostro” regno, che mi permetto di considerare “regno dei sentimenti”.
    Quello a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere e di vivere con te sará per noi non solo un bellissimo e stupendo ricordo, ma sará sicuramente qualcosa che ci porteremo dentro a lungo, spero per sempre.
    Hai instillato in noi molta gioa e speranza per il futuro: mia moglie ed io avevamo le lacrime agli occhi e solo a nominare il Bisso ci tornano, i miei figli raccontano la loro esperienza ai loro amici.
    Non lo so, é come se tu ci avessi stregati (nel senso buono, non fraintendermi).`
    E’ nostra intenzione a tornare a trovarti, magari fuori dal periodo “turistico”. Mio fratello viene in Sardegna presto e mi ha detto che verrá a trovarti, vedremo.
    A proposito, mi é venuto in mente dove abbiamo toccato la Pinna Nobilis: é stato in Croazia, sullísola di Korchula (poco sopra Dubrovnick), nuotando tra gli scogli vicino a riva abbiamo visto questa enorme conchiglia per noi sconosciuta che giaceva su un basso fondale sabbioso. Ignari l’abbiamo presa in mano, era piena di acqua ed aveva un colore azzurro/verdognolo. L’abbiamo guardata per bene e poi la abbiamo ributtata in mare un pochino piú al largo. Eravamo inconsapevoli del suo nome e soprattutto del suo valore intrinseco. Ricordo inoltre che dall’apice della valva usciva acqua e forse qualcos’altro.
    Ora so e sappiamo di piú.
    Spero di non essermi dilungato troppo, ma il tempo non é importante quando lo si dedica a ció che piace.
    Un caro saluto.

    Aurelio e famiglia (Postal-Bolzano)

  9. Elisabettaon 22 jul 2010 at %H:%M 12Thu, 22 Jul 2010 12:08:10 +020010.

    Cara Chiara,
    il mio filo mi accompagna, si stira e si accorcia, si srotola e si raddrizza, prende luce e aria, richiama il gusto del mare, a giorni arriva a sfiorare la profondità del tempo, altri ad intonare un canto…sussurri marini…grande maestria, splendente incanto…
    un carissimo saluto.
    Elisabetta

  10. Diana Ternavon 05 ago 2010 at %H:%M 10Thu, 05 Aug 2010 10:44:11 +020011.

    Carissima Chiara!

    Sono tornata in Slovenia da circa una settimana. Abbiamo lasciato Sant’ Antioco circa 10 giorni fa, ma non riesco a dimenticarLa! Ne Sant’ Antioco, ne Lei, persona interessantissima e coinvolgente al punto che a tutti ho raccontato del bisso e dell’ unica maestra che ancora lo lavora!

    Dato che su internet si trovano informazioni di ogni genere, voglio scrivere qualcosa anche in sloveno, mia madrelingua:

    Gospa Chiara Vigo je edina se ziveca uciteljica izdelovanja bissa oziroma morske svile. Je karizmaticna osebnost in vas bo vsekakor pritegnila, ce se boste le odpravili na JZ del Sardinije, na neverjetno bogat in turisticno manj razvit otok Sant’ Antioco! Tu se skriva ogromno zanimivih reci – arholoski muzej s tofetom, etnografski muzej, podzemna vas (ljudje so tu vcasih ziveli v jamah, podobno kot v Materi), kartazanske in krscanske katakombe, predvsem pa je tu doma Chiara Vigo, ki vas bo nedvomno ocarala! O morski svili nisem vedela nic, zdaj pa je to ena od reci, ki mi ne dajo miru. Cudovita umetnost in cudovita oseba!

    Grazie ancora di tutto. Mi e’ veramente dispiaciuto non poter effettuare l’ immersione nel Suo giardino, ma come natura vuole… Forse un giorno ritornero’ e allora.

    Saluti dalla Slovenia,

    Diana

  11. Isabellaon 15 sep 2010 at %H:%M 11Wed, 15 Sep 2010 23:58:43 +020043.

    Ciao carissima Chiara,
    è stato davvero un onore conoscerti, ascoltarti e parlare con te.
    Serbo il nostro breve, ma intenso incontro come una gemma preziosa, un seme,che curerò e coltiverò con la speranza che si trasformi in un frutto prelibato da donare a chi…….a tutti:-))

    La vostra terra è bellissima, e Tu sei stata “il mio viaggio”.

    Sono tornata nella mia terra, il Delta, che amo moltissimo, e prima o poi ritornerò per riprendere la nostra chiaccherata.

    Un grande abbraccio e un caro saluto

    Isabella

  12. Camedda Claraon 07 oct 2010 at %H:%M 11Thu, 07 Oct 2010 11:13:32 +020032.

    Carissima Chiara
    Mi chiamo Clara , abito in Francia , confini della Germania .
    I miei Genitori sono emigrati Sardi , purtroppo fino all’ultimo respiro di Mio Carissimo Padre mi ha sempre datto i valori piu belli della Nostra terra amata la Sardegna. Vedo in Te Carissima Chiara tutti valori della Famiglia , Tua storia mi ha colpita e sento attraverso Te Chiara La Dolce Terra Sarda
    “Terra Sarda , Terra Santa”

    Un caro saluto
    Clara

    tera

    santa “

  13. Maria Vittoriaon 08 nov 2010 at %H:%M 03Mon, 08 Nov 2010 15:21:41 +010041.

    Chiara, 8 nov. 2010
    Ho visto stamani la sua intervista su Uno mattina, sapevo del bisso di mare , ma non ne ero ben informata. E’ un’artista con una grande storia alle sue spalle e mi auguro , come lei ha detto che sua figlia Maddalena porti avanti quasto anello di giunzione con una storia millenaria. Mi auguro di poter venire presto in Sardegna per conoscerla personalmente.
    Un caro saluto

  14. cristinaon 05 mar 2011 at %H:%M 10Sat, 05 Mar 2011 22:33:56 +010056.

    cara chiara
    Grazie dal profondo del cuore per la tua arte e per come con ostinata forza difendi una conoscenza libera dal lucro,che presto ti sia riconosciuto quello che chiedi per tutti noi
    Grazie davvero
    Un forte abbraccio da una donna della montagna.

  15. charlyon 27 mar 2011 at %H:%M 01Sun, 27 Mar 2011 13:03:29 +020029.

    ciao Chiara… sono Charly e ho 11 anni. frequento la prima media…..e in questo periodo stiamo studiando i tessuti… la prof ci ha fatto guardare da internet molte cose su di te…ti adora. le piacciono i fenicotteri rosa e le spiagge rosa ma soprattutto ti adora. anche io sono rimasta incantata dalla tua storia….vorrei tanto conoscerti e vedere come lavori questa fibra. per un giorno ho pensato “devo andare in sardegna e mi devo fare dire tutti i segreti” perchè avevo in mente io che lavoravo il bisso…dimmi ma le tue conoscenze, i tuoi sereti..a chi li tramanderai?
    io abito in puglia…a foggia!!! non sono mai stata in sardegna.
    rispondimi. baci

  16. elenaon 02 jun 2011 at %H:%M 01Thu, 02 Jun 2011 13:11:59 +020059.

    gentile,chiara

  17. giampieraon 29 jul 2011 at %H:%M 11Fri, 29 Jul 2011 11:37:16 +020016.

    Buongiorno, conoscevo gia il bisso ma sono incantata dai suoi lavori! ma dove si possono trovare gli schemi per quegli animali fantastici che lei vi ha ricamato?
    grazie

  18. Danielaon 09 sep 2011 at %H:%M 11Fri, 09 Sep 2011 23:26:09 +020009.

    E’ stato un onore conoscerti, conoscere, almeno un minimo, dell’arte del bisso e chiacchierare con te, scoprendo una bellissima persona, fedele ai suoi principi, amante del mare e della natura.
    Vorrei consigliare a chiunque possa farlo, di dedicare qualche ora del suo tempo per andare a conoscere una persona fantastica che porta con se la conoscenza della maestria dell’arte del bisso!
    Grazie

  19. Katia D'Angelion 25 sep 2011 at %H:%M 10Sun, 25 Sep 2011 22:00:56 +020056.

    Il bisso sconosciuto a me.
    Ho ricordi di mia mamma che, allora sarta, ne parlava ogni tanto.
    Io sono impegnata nel settore legno e anche io sento l’esigenza di non perdere, anzi di affinare le tecniche o le modalità di trattare i materiali, in modo da creare oggetti che rispettino la nostra cultura e preservino il nostro territorio.
    La ammiro e la ringrazio di esistere.
    Un saluto cordiale. katia D’Angeli

  20. Eugenioon 30 sep 2011 at %H:%M 10Fri, 30 Sep 2011 22:23:27 +020027.

    Chiara Vigo, grazie del prezioso contributo. Leggo in un sito salentino (Taranto) fu apprezzato un certo lavoro scientifico per cercare di propagare la lavorazione del bisso, forse compressa dai successivi eventi bellici. Si parlava di un lavoro che tendenzialmente non esce al di fuori dalle mura domestiche, ma che si pensò di sviluppare in modo intensivo studiando il fenomeno riprotuttivo della Pinna Nobilis; devo leggere a che provondità lo trovi il filo; forse l’acqua è sufficientemente torbida per lo sviluppo quasi in superficie? La natura è sorprendente. E’ utile conoscere la natura del tessuto. L’aspetto ancora poco noto è il comportamento alla luce che ne esalta le caratteristiche uniche. Bruno più o meno cupo, poi con la luce oro, bianco trasparente. Sono arrivato a te percorrendo la via delle immagini cristiane, attraverso il Santo Volto, che ha caratteristiche mutevoli di lucentezza. Aspettiamo i contributi della comunità che ne studia il mistero. Ben trovata dunque da questa comunità e da tutti noi.

  21. SLT-A77on 16 nov 2011 at %H:%M 07Wed, 16 Nov 2011 19:33:47 +010047.

    E ‘davvero un pezzo fresco e utile di informazioni. Sono soddisfatto che hai condiviso queste informazioni utili con noi. Si prega di soggiorno ci ha informato come questo. Grazie per la condivisione.

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